Passato e avvenire della Resistenza

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Passato e avvenire della Resistenza

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10,00 €
Tasse incluse

Autore: Piero Calamandrei, Introduzione di Gian Carlo Corada

Casa Editrice: Cremonabooks

Pagine: 108

Testo: Italiano

Il volume contiene due dei più celebri discorsi di Piero Calamandrei, uno del 28 febbraio del 1954 tenuto al Teatro Lirico di Milano, alla presenza di Ferruccio Parri, l’altro esposto davanti agli studenti milanesi nella Sede della Società Umanitaria. Calamandrei, costituzionalista e antifascista, tratteggia nelle due orazioni il volto dell’Italia del secondo dopoguerra. Il discorso del 1954 ricorda e sottolinea l’importanza della Resistenza come movimento collettivo e spontaneo sostenuto da potenti idee di libertà e giustizia socialeIdeali presto disillusi nella loro realizzazione in quest’Italia, che a dieci anni dalla fine del conflitto era tornata ai vecchi schemi prebellici, con i medesimi prepotenti al potereE mentre si interroga su ciò che è rimasto vivo dentro di noi della Resistenza, coglie l’occasione per ricordare cos’era stato il fascismocon “l’insulto sistematico alla dignità morale che trasforma l’uomo in cosa. Il fulcro è la sconfitta di questa piaga,grazie ad un movimento civile, più che militarel’opposizione di un movimento che fu un’insurrezione spontanea dai caratteri non solo collettivi ma quasi spirituali. 

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Il volume contiene due dei più celebri discorsi di Piero Calamandrei, uno del 28 febbraio del 1954 tenuto al Teatro Lirico di Milano, alla presenza di Ferruccio Parri, l’altro esposto davanti agli studenti milanesi nella Sede della Società Umanitaria. Calamandrei, costituzionalista e antifascista, tratteggia nelle due orazioni il volto dell’Italia del secondo dopoguerra. Il discorso del 1954 ricorda e sottolinea l’importanza della Resistenza come movimento collettivo e spontaneo sostenuto da potenti idee di libertà e giustizia socialeIdeali presto disillusi nella loro realizzazione in quest’Italia, che a dieci anni dalla fine del conflitto era tornata ai vecchi schemi prebellici, con i medesimi prepotenti al potereE mentre si interroga su ciò che è rimasto vivo dentro di noi della Resistenza, coglie l’occasione per ricordare cos’era stato il fascismocon “l’insulto sistematico alla dignità morale che trasforma l’uomo in cosa. Il fulcro è la sconfitta di questa piaga,grazie ad un movimento civile, più che militarel’opposizione di un movimento che fu un’insurrezione spontanea dai caratteri non solo collettivi ma quasi spirituali. 

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