UOMINI MAIALI E PORCI - Storia d’un rapporto controverso

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UOMINI MAIALI E PORCI - Storia d’un rapporto controverso

16,00 €

Autore: Riccardo Groppali

Casa Editrice: Cremonabooks 

Testo: Italiano

Pagine: 118

Chiamato semplicemente animale nei dialetti della Valpadana centrale, il Maiale ha legato fin dalla sua origine la sua storia a quella dell’uomo. Nato dalla domesticazione del Cinghiale è diventato una macchina da carne, in grado di trasformare scarti e alimenti offerti dalla natura in grasso per cucinare e cibo pregiato e facilmente conservabile: lardo e salumi. Anche con la creazione di numerose razze, prodotte con secoli d’incroci dai nostri antenati. Inadatto ad ambienti aridi come quelli dei popoli nomadi mediorientali e non in grado di seguirne gli spostamenti, è diventato oggetto di tabù alimentari in due grandi religioni monoteiste. Si è invece imposto nelle aree dell’affermazione della religione cristiana, popolate da agricoltori sedentari. Ma non si è limitato a fornire carne, perché è stato usato come spazzino, cercatore di tartufi, eliminatore di cadaveri da far scomparire e addirittura al posto dei cani da caccia e come animale da compagnia, con esito più che soddisfacente. Sempre dimostrando notevole intelligenza e adattabilità. Nonostante ciò è diventato simbolo di sporcizia e lussuria, prendendo il posto d’altri animali che venivano invece valorizzati. Passando così da animale a porco, ruolo ormai fisso anche perché non esiste più l’antica comunanza tra questi animali e la vita contadina.

Categoria Storia e Tradizione Cremonese | Guide | Dialetto In magazzino 25 Articoli
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Chiamato semplicemente animale nei dialetti della Valpadana centrale, il Maiale ha legato fin dalla sua origine la sua storia a quella dell’uomo. Nato dalla domesticazione del Cinghiale è diventato una macchina da carne, in grado di trasformare scarti e alimenti offerti dalla natura in grasso per cucinare e cibo pregiato e facilmente conservabile: lardo e salumi. Anche con la creazione di numerose razze, prodotte con secoli d’incroci dai nostri antenati. Inadatto ad ambienti aridi come quelli dei popoli nomadi mediorientali e non in grado di seguirne gli spostamenti, è diventato oggetto di tabù alimentari in due grandi religioni monoteiste. Si è invece imposto nelle aree dell’affermazione della religione cristiana, popolate da agricoltori sedentari. Ma non si è limitato a fornire carne, perché è stato usato come spazzino, cercatore di tartufi, eliminatore di cadaveri da far scomparire e addirittura al posto dei cani da caccia e come animale da compagnia, con esito più che soddisfacente. Sempre dimostrando notevole intelligenza e adattabilità. Nonostante ciò è diventato simbolo di sporcizia e lussuria, prendendo il posto d’altri animali che venivano invece valorizzati. Passando così da animale a porco, ruolo ormai fisso anche perché non esiste più l’antica comunanza tra questi animali e la vita contadina.

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