Il Cremonese 1715-2015 – 300° ANNIVERSARIO COFANETTO e CD AUDIO

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Il Cremonese 1715-2015 – 300° ANNIVERSARIO COFANETTO e CD AUDIO

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200,00 €
Tasse incluse

a cura di Fausto Cacciatori, Marco Malagodi, Augusto Sarti

“….19 dicembre, un martedì dell’anno 1961. Cremona ha uno Stradivari, si leggeva sul quotidiano locale della città.
La sera precedente un dispaccio da Milano dava l’annuncio: dalle ore 20, a tutti gli effetti di legge Cremona possiede uno Stradivari. La serata, che immaginiamo fredda e nebbiosa, era quella del 18 dicembre: nello stesso giorno, 224 anni prima, moriva il liutaio cremonese. Si chiudeva così la vicenda che tanto aveva appassionato la città dopo l’annuncio delle trattative aperte a New York e che, in un primo momento, riguardavano un altro violino. Il romanzo, tutto cremonese, inizia con l’arrivo alle ore 12 del venerdì precedente, del commerciante ed esperto londinese Desmond Hill: nella sua mano, una custodia con Nuovo CD con “Il Cremonese” allegato al volume due violini, lo Joachim del 1715 e un altro del 1718. Da quel momento si susseguono vicende segrete: incontri di valutazione degli strumenti che vedono coinvolti i liutai Simone Fernando Sacconi e Ferdinando Garimberti e prove acustiche effettuate dalla commissione di esperti subito istituita. I verbali ne attestano il lavoro e alla fine il professore Alfredo Puerari decide: sarà lo Joachim il primo violino di Stradivari a tornare, dopo secoli, a Cremona. La mattina del 17 dicembre il violinista Giulio Franzetti, subito dopo la storica decisione, suona lo strumento dichiarando il suo entusiasmo.
[…] Si decide che lo strumento sarà esposto nella Sala dei Matrimoni del Palazzo Comunale. Un ultimo atto denso di significato: il violino, conosciuto come Joachim, cambierà il proprio nome in Il Cremonese, diventando così il simbolo della città”.

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“….19 dicembre, un martedì dell’anno 1961. Cremona ha uno Stradivari, si leggeva sul quotidiano locale della città.
La sera precedente un dispaccio da Milano dava l’annuncio: dalle ore 20, a tutti gli effetti di legge Cremona possiede uno Stradivari. La serata, che immaginiamo fredda e nebbiosa, era quella del 18 dicembre: nello stesso giorno, 224 anni prima, moriva il liutaio cremonese. Si chiudeva così la vicenda che tanto aveva appassionato la città dopo l’annuncio delle trattative aperte a New York e che, in un primo momento, riguardavano un altro violino. Il romanzo, tutto cremonese, inizia con l’arrivo alle ore 12 del venerdì precedente, del commerciante ed esperto londinese Desmond Hill: nella sua mano, una custodia con Nuovo CD con “Il Cremonese” allegato al volume due violini, lo Joachim del 1715 e un altro del 1718. Da quel momento si susseguono vicende segrete: incontri di valutazione degli strumenti che vedono coinvolti i liutai Simone Fernando Sacconi e Ferdinando Garimberti e prove acustiche effettuate dalla commissione di esperti subito istituita. I verbali ne attestano il lavoro e alla fine il professore Alfredo Puerari decide: sarà lo Joachim il primo violino di Stradivari a tornare, dopo secoli, a Cremona. La mattina del 17 dicembre il violinista Giulio Franzetti, subito dopo la storica decisione, suona lo strumento dichiarando il suo entusiasmo.
[…] Si decide che lo strumento sarà esposto nella Sala dei Matrimoni del Palazzo Comunale. Un ultimo atto denso di significato: il violino, conosciuto come Joachim, cambierà il proprio nome in Il Cremonese, diventando così il simbolo della città”.

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