Addio, mia bella, addio... - La spedizione dei Mille negli scritti di garibaldini cremonesi

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Addio, mia bella, addio... - La spedizione dei Mille negli scritti di garibaldini cremonesi

18,00 €

Autore: Francesco Gonzaga

Casa Editrice: Cremonabooks 

Pagine: 130

Testo: Italiano

Le straordinarie vicende militari e politiche degli anni 1859-1860 che hanno portato all’unità quasi completa dell’Italia sono state anche in tempi recenti, in occasione della celebrazione dei 150 anni dagli eventi, oggetto di studi che ne hanno analizzato i vari aspetti e riviste alcune interpretazioni precedenti. Gli studi di carattere generale si basano di solito sull’analisi di documenti ufficiali contemporanei e ne danno una lettura estesa, approfondita, ma d’insieme. Più particolareggiate, anche se spesso meno approfondite, complete, corrette, sono le narrazioni anche di grandi fatti ai quali hanno partecipato coloro che ne hanno lasciato testimonianza, come i cremonesi, di città e provincia, che presero parte alla spedizione dei Mille e a quelle che seguirono e alle vicende conseguenti. Le lettere, i diari, le memorie dei volontari che furono presenti a quegli avvenimenti fondamentali della nostra storia, conservati presso l’Archivio di Stato e la Libreria Civica annessa alla Biblioteca Statale di Cremona, sono stati in parte trascritti, conservandone l’ortografia, a volte piuttosto libera, contestualizzandoli alle vicende generali di quei mesi. Quegli scritti sono di persone di diverse classi sociali, accomunate dal desiderio di lottare per una patria unita e affascinati dalla figura di Garibaldi: dall’umile oste di Sesto allo studente universitario, dall’ex sarto al medico, all’ingegnere… Ognuno di questi volontari ha lasciato la narrazione della propria esperienza: dal momento dell’arruolamento (spesso avvenuto con l’opposizione della famiglia o di nascosto) alla partecipazione ai fatti d’armi, dai momenti di socializzazione con i commilitoni (i canti in comune erano occasione per rinsaldare una comunanza di vita) alla conoscenza di una realtà sociale ed economica diversa da quella di provenienza, ma non mancano narrazioni di episodi curiosi o addirittura umoristici. Sono state consultate e trascritte anche pagine di cronaca pubblicate sul giornale locale “Il Corriere Cremonese” inviate da volontari presenti all’impresa e le manifestazioni cittadine che la precedettero e l’accompagnarono. Dalla lettura del volume emerge una visione della spedizione nell’Italia meridionale a dimensione più umana di quanto si è abituati a conoscere, senza cadute retoriche, in cui i volontari cremonesi si presentano con le loro caratteristiche non sempre da super eroi, ma piuttosto da uomini come tanti, con in più uno straordinario amore di patria e la fedeltà alla decisione di portare fino all’estrema conseguenza la scelta compiuta.

Categoria Storia e Tradizione Cremonese | Guide | Dialetto In magazzino 10 Articoli
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Le straordinarie vicende militari e politiche degli anni 1859-1860 che hanno portato all’unità quasi completa dell’Italia sono state anche in tempi recenti, in occasione della celebrazione dei 150 anni dagli eventi, oggetto di studi che ne hanno analizzato i vari aspetti e riviste alcune interpretazioni precedenti. Gli studi di carattere generale si basano di solito sull’analisi di documenti ufficiali contemporanei e ne danno una lettura estesa, approfondita, ma d’insieme. Più particolareggiate, anche se spesso meno approfondite, complete, corrette, sono le narrazioni anche di grandi fatti ai quali hanno partecipato coloro che ne hanno lasciato testimonianza, come i cremonesi, di città e provincia, che presero parte alla spedizione dei Mille e a quelle che seguirono e alle vicende conseguenti. Le lettere, i diari, le memorie dei volontari che furono presenti a quegli avvenimenti fondamentali della nostra storia, conservati presso l’Archivio di Stato e la Libreria Civica annessa alla Biblioteca Statale di Cremona, sono stati in parte trascritti, conservandone l’ortografia, a volte piuttosto libera, contestualizzandoli alle vicende generali di quei mesi. Quegli scritti sono di persone di diverse classi sociali, accomunate dal desiderio di lottare per una patria unita e affascinati dalla figura di Garibaldi: dall’umile oste di Sesto allo studente universitario, dall’ex sarto al medico, all’ingegnere… Ognuno di questi volontari ha lasciato la narrazione della propria esperienza: dal momento dell’arruolamento (spesso avvenuto con l’opposizione della famiglia o di nascosto) alla partecipazione ai fatti d’armi, dai momenti di socializzazione con i commilitoni (i canti in comune erano occasione per rinsaldare una comunanza di vita) alla conoscenza di una realtà sociale ed economica diversa da quella di provenienza, ma non mancano narrazioni di episodi curiosi o addirittura umoristici. Sono state consultate e trascritte anche pagine di cronaca pubblicate sul giornale locale “Il Corriere Cremonese” inviate da volontari presenti all’impresa e le manifestazioni cittadine che la precedettero e l’accompagnarono. Dalla lettura del volume emerge una visione della spedizione nell’Italia meridionale a dimensione più umana di quanto si è abituati a conoscere, senza cadute retoriche, in cui i volontari cremonesi si presentano con le loro caratteristiche non sempre da super eroi, ma piuttosto da uomini come tanti, con in più uno straordinario amore di patria e la fedeltà alla decisione di portare fino all’estrema conseguenza la scelta compiuta.

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